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Soggetto
Accreditato da Segreteria
Organizzativa Segreteria
per la formazione Sistema di
Gestione per la Qualità Certificato ISO 9001:2000 Provider del
Ministero della Salute per i corsi ECM Iscritto
allo Schedario |
Notizie IAE n° 8-2009 del 25 febbraio |
| Formazione e Consulenza su Sicurezza e Salute nei Luoghi di Lavoro | |
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Milano, 13 marzo. vai alla notizia>>> Formazione base per RSPP e ASPP
Formazione per RLS Formazione per DATORI DI LAVORO
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Prove di evacuazione: con preavviso o senza? · L’allegato VII punto 7.4 del DM 10 ottobre 1998, relativo ai criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro, stabilisce che nei luoghi di lavoro ove, ai sensi dell’art. 5 dell0 stesso DM, ricorre l’obbligo della redazione del piano di emergenza connesso con la valutazione dei rischi, i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio, effettuate almeno una volta l’anno, per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento. · Tutte le attività formative devono essere riportate sul registro di prevenzione incendi che l’azienda ha l’obbligo di compilare periodicamente e tenere a disposizione dell’organo di vigilanza (D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37 art. 5). · La progettazione. la programmazione e l’attuazione delle prove di evacuazione costituiscono un significativo ‘banco di prova’ della affidabilità di un’organizzazione. In altre parole, la spesso evocata “cultura della sicurezza” si manifesta anche con la professionalità con cui si affronta questo tema. · Uno significativo punto di partenza nella riflessione sulle prove di evacuazione consiste nel porsi la domanda sulla opportunità di realizzarle con oppure senza un preavviso. Si tratta del criterio di scelta più ovvio nella definizione del grado di simulazione delle condizioni di una vera emergenza. · In effetti la domanda “con o senza preavviso?” è posta male o, quanto meno, è corredata da insufficienti elementi. Il programma deve prevedere prove di evacuazione con preavviso nelle prime esercitazioni quando si tratta soprattutto di verificare aspetti come il grado di percettibilità e riconoscimento del segnale di allarme e la conoscenza dei luoghi sicuri di ritrovo. Ma una volta sia verificata la conoscenza di questi aspetti delle procedure di emergenza ed evacuazione, si deve pensare di fare prove senza preavviso per verificare, a esempio, il grado di tempestività di risposta delle persone al segnale di emergenza. · Ciò, evidentemente implica una identificazione degli obiettivi di verifica in un piano di prove. È proprio la legge che impone di ripetere le prove almeno una volta all’anno e ogni volta che si evidenzi una carenza nel sistema di risposta. · Ma è anche evidente che il problema del preavviso, per quanto sia il più ovvio, non è certo l’unico. Occorre preparare la squadra di addetti alle emergenze a identificare le molteplici criticità che possono presentarsi durante una emergenza e a testare con le prove la capacità della procedura di farvi fronte. A esempio, in una sede di lavoro potrebbe esserci, sulla via di esodo, o di accesso dei mezzi di soccorso, una porta o un cancello ad apertura elettrica. C’è, dunque, la possibilità che in situazione di emergenza il comando elettrico di apertura sia inattivo. Per questo occorre predisporre una rapida modalità di reperimento delle chiavi per l’apertura manuale. Ipotizziamo che la collocazione di queste chiavi sia nel mazzo di tutte le copie delle chiavi che si conserva nella casetta della segreteria. Chiaramente, questa collocazione potrebbe provocare un ritardo o l’impossibilità di aprire la porta o il cancello durante una emergenza reale. Ecco che si evidenzia la necessità di ideare, mettere in atto e verificare con le prove una soluzione più adeguata. · Identificare questi molteplici aspetti non è semplice anche perché essi tendono a essere evidenti in base al “senno di poi”. Proprio per questo è necessario impostare una formazione della squadra di emergenza con caratteristiche fortemente esperienziali (a esempio, la ricognizione dei luoghi di lavoro con l’istruttore esperto) e di simulazione. · Istituto Ambiente Europa propone un servizio di formazione in azienda alla squadra di emergenza che punta a mettere gli addetti in grado non soltanto di padroneggiare la procedura esistente, ma anche di riesaminarla continuamente in coerenza con i principi di miglioramento continuo dei sistemi di gestione sicurezza. · Siamo in grado di realizzare l’addestramento della squadra antincendio direttamente presso l’azienda (per tutti i livelli di rischio e compatibilmente alla presenza di spazi adeguati per le prove) e di coordinare ed eseguire la prova di evacuazione dell’azienda rispettando le indicazioni previste dalla normativa in materia di gestione delle emergenze. · Per richiedere ulteriori dettagli, chiarimenti o un preventivo specifico inviare una mail a info@ambienteeuropa.it |
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Il contributo degli RLS al sistema aziendale di prevenzione · L’art. 37, comma 11, del D.Lgs. 81/2008 (“Testo Unico”) stabilisce che i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, dopo la formazione di base, devono frequentare un corso di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue, per le imprese che occupano da 15 a 50 lavoratori, e a 8 ore, per aziende con più di 50 dipendenti. · Tra gli obiettivi di questa formazione di aggiornamento periodico rientra lo sviluppo delle conoscenze e capacità utili a interagire collaborativamente con gli altri soggetti del sistema aziendale di prevenzione. · La giornata di aggiornamento periodico qui proposta è focalizzata sull’acquisizione delle competenze necessarie a contribuire alla migliore valutazione dei rischi e programmazione delle misure di prevenzione a partire dagli istituti relazionali della consultazione e della riunione periodica. ¨ Prossima edizione in programma:
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La stima preliminare del rischio da stress lavoro correlato · La diagnosi preliminare è la prima tappa del processo di valutazione del rischio da stress lavoro correlato. Per lo svolgimento di una diagnosi preliminare, occorre raccogliere informazioni su manifestazioni di fuga, disimpegno, conflittualità interpersonale, alterazioni del comportamento ecc. In prima battuta, tali informazioni andranno raccolte da fonti già disponibili in azienda (a esempio registrazioni delle risorse Umane sull’assenteismo). Successivamente, in una strategia di monitoraggio e miglioramento continuo, potrà essere necessario preparare l’organizzazione a raccogliere anche altri tipi di informazioni (a esempio conflittualità interpersonale, scadimento della qualità). · Sulla base di queste informazioni, è possibile elaborare indicatori di manifestazione, indicatori di rischio e indicatori di contrasto. L’esame combinato delle frequenze di questi indicatori consente effettuare una stima preliminare del rischio. La redazione di un allegato al Documento di Valutazione dei Rischi che riporti la stima preliminare del rischio da stress lavoro correlato e il corrispondente programma degli impegni per la prevenzione, il monitoraggio del problema e l’eventuale indagine approfondita costituisce una valido adeguamento del Documento stesso come richiesto dall’art. 28 del D. Lgs. 81/08. · Obiettivi di apprendimento del corso di aggiornamento: - Sapere come organizzare la disponibilità dei dati e sapere come trattare le informazioni utili alla diagnosi preliminare per l’intera organizzazione e per ciascuna delle sue partizioni considerate diagnosticamente significative; - Effettuare la diagnosi preliminare sulla base delle informazioni già disponibili e il conseguente giudizio sull’intensità del rischio da stress lavoro correlato nell’intera organizzazione e in ciascuna sua partizione considerata; - Programmare le azioni dell’eventuale successiva indagine approfondita basata sull’impiego degli strumenti di ricerca psicosociale appropriati. - Sapere strutturare l’allegato di primo adeguamento al DVR richiesto dall’art. 28 del D. Lgs. 81/08 per la valutazione del rischio da stress lavoro correlato. · Questo corso sulla stima preliminare del rischio di stress è coordinato con quello dedicato alla “Valutazione dello stress lavoro-correlato: concetti e metodi”. A chi partecipa a entrambe le giornate sono riservate particolari condizioni economiche.. · Il corso è valido, oltre che come aggiornamento quinquennale di RSPP e ASPP, anche come formazione periodica e aggiornamento annuale di RLS. ¨ Prossima edizione in programma:
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| Segnalazioni su alcuni dei prossimi corsi | |
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Rischi elettrici, magnetici ed elettromagnetici: · Il Capo IV del Titolo VIII (Agenti fisici) del Decreto Legislativo (cosiddetto “Testo Unico”), approvato dal governo il 1 aprile e di imminente pubblicazione disciplina la valutazione dei rischi e la programmazione delle misure di prevenzione del rischio elettromagnetico. La gamma delle imprese e delle attività coinvolte è ampia: utilizzo di sistemi a radiofrequenze e/o microonde anche per prove non distruttive; lavorazioni come la saldatura elettrica; forni a microonde industriali (anche mense aziendali), telefoni cordless e cellulari aziendali; schermi dei computers; linee ad alta tensione; ripetitori radio-televisivi o per telefonia mobile (stazioni radiobase); sistemi per saldatura dielettrica e trattamenti termici a induzione elettromagnetica; apparati elettromedicali per diatermia (marconiterapia, radarterapia, magnetoterapia), risonanza magnetica, chirurgia con elettrobisturi ad alta frequenza (esposizione di pazienti, personale medico, infermieristico e tecnico); apparecchiature scientifiche (spettrografi magnetici, ciclotroni, sistemi per fusione molecolare). · La nuova disciplina prevede di valutare il rischio elettromagnetico con processi di stima, misura strumentale o calcolo. È necessario conoscere le specifiche metodologie e le diverse condizioni che possono rendere necessaria una o l’altra metodologia. La valutazione deve confrontarsi con livelli di azione e limiti di esposizione definiti per grandezze diverse, anche per graduare i provvedimenti preventivi, protettivi e di sorveglianza sanitaria. ¨ Prossime edizioni in programma:
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Modelli di gestione della sicurezza · La Legge 123/2007 ha esteso all’ambito della sicurezza sul lavoro la responsabilità amministrativa delle organizzazioni in caso di reati commessi da membri delle stesse già prevista dal D.Lgs. 231/2001 per altri ambiti. · Una più puntuale regolamentazione della materia è prevista dall’articolo 30 del D. Lgs. 81/08, il così detto “Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro”, che definisce le caratteristiche dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza idonei ad avere efficacia esimente della responsabilità prevista dal D. Lgs. 231/01. · L’obiettivo del corso è acquisire le fondamentali cnsocenze sull’applicazione della normativa in esame al mondo industriale, dalle PMI alle organizzazioni complesse:
· D.Lgs. 231/01 e Sicurezza sul Lavoro: aspetti
rilevanti
· Modelli di Organizzazione e Gestione della
Sicurezza (Art. 30 D.Lgs. 81/08) - efficacia esimente
· Modelli UNI-INAIL e OHSAS 18001:2007
· Settore Industriale: approccio pratico al
problema ¨ Prossime edizioni in programma:
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La valutazione dei rischi da movimentazione manuale dei carichi secondo il D.Lgs. 81/08 e le norme ISO 11228 · Il titolo VI del D.Lgs. 81/08 (movimentazione manuale dei carichi) ha apportato importanti innovazioni rispetto alla precedente normativa (Titolo V del D.Lgs. 626/94). · Innanzitutto la valutazione di rischi non è più limita tata ai soli rischi che comportano lesioni dorso-lombari, ma deve essere estesa a tutte le attività lavorative che possono comportare patologie da sovraccarico biomeccanico, cioè di tutte le “strutture osteoarticolari, muscolo tendinee e nervo vascolari” (art. 167, comma 2, lett. b).
· Conformemente al nuovo dettato legislativo,
l’allegato XXXII (che modifica e sostituisce i precedente allegato VI del
“626”) introduce nuovi elementi di valutazione in ordine a: · In particolare, rispetto all’ultimo punto (riferimenti a norme tecniche) l’allegato XXXIII cita esplicitamente le norme della serie ISO 11228 (1-2-3) come quelle da considerarsi di riferimento per la valutazione dei rischi da movimentazione manuale dei carichi.
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Modulo A: corso base per RSPP e ASPP · Il Modulo A è il corso introduttivo per RSPP e ASPP e gli obiettivi di apprendimento riguardano le conoscenze di base sulle tematiche della prevenzione. Ha una durata complessiva di 28 ore e si articola in diverse unità didattiche: - Il problema prevenzione - I soggetti della prevenzione, compiti e responsabilità - I principi metodologici della valutazione dei rischi - I più comuni fattori di rischio e le misure di prevenzione ¨ Prossima edizione in programma:
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Modulo B: corso di specializzazione per RSPP e ASPP · Il Modulo B specializza gli RSPP e ASPP alla valutazione dei rischi nei diversi macrosettori di attività secondo la classificazione ATECO. Gli obiettivi di apprendimento sono lo sviluppo delle conoscenze sui fattori di rischio tipici di ogni macrosettore e sulle corrispondenti misure di prevenzione. · I Moduli B in programma per il mese di maggio sono specifici per i seguenti macrosettori:
- Macrosettore ATECO 3: costruzioni, cave e miniere, manutenzione, etc. - Macrosettore ATECO 4: manifatturiero allargato, comprende molte tipologie di azienda, tra cui metalmeccanico, tessile, produzione di alimentari, editoria, produzione distribuzione di acqua, gas o elettricità, smaltimento dei rifiuti, etc. - Macrosettore ATECO 5: Raffinerie, trattamento combustibili nucleari, industria chimica, gomma e plastica - Macrosettore ATECO 6: commercio, trasporti, comunicazioni; - Macrosettore ATECO 8: pubblica amministrazione ed istruzioni; - Macrosettore ATECO 9: uffici, banche, associazioni, ristorazione, alberghi, servizi alle; imprese, etc.
Per l'elenco delle attività che ricadono nei vari macrosettori consultate la classificazione ATECO. ¨ Prossime edizioni in programma: Modulo B3
Modulo B4
Modulo B5
Modulo B6
Modulo B8
Modulo B9
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Modulo C: corso di specializzazione per RSPP · Il modulo C tratta degli aspetti gestionali e relazionali della prevenzione. Il programma prevede unità didattiche centrate sui SGSL (Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro), sull’ergonomia, sulla comunicazione efficace, sull’informazione e formazione e sui rischi psicosociali. · La partecipazione al Modulo C è obbligatoria per tutti gli RSPP. Anche le persone in possesso delle lauree triennali che esonerano dall’obbligo dei Moduli A e B devono comunque partecipare alla formazione del Modulo C. ¨ Prossima edizione in programma:
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Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza · I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) devono frequentare un corso di almeno 32 ore (articolo 37, c. 11 del D.Lgs. 81/08). Il corso proposto da Istituto Ambiente Europa copre tutte le aree tematiche previste dalle norme di legge e dagli accordi interconfederali per mettere gli RLS in grado di partecipare attivamente al sistema aziendale di prevenzione. ¨ Prossima edizione in programma:
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Corso di formazione per DATORI DI LAVORO · I Datori di Lavoro di imprese artigiane e industriali fino a 30 addetti, agricole e zootecniche fino a 10 addetti, della pesca fino a 20 addetti e di altre tipologie fino a 200 addetti possono svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione (art. 34 del D.Lgs. 81/08). Il corso proposto da Istituto Ambiente Europa corrisponde ai requisiti di durata e di obiettivi di apprendimento richiesti dalle norme vigenti. ¨ Prossima edizione in programma:
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La formazione degli addetti al Primo Soccorso Il programma, come previsto dall’art. 45. c. 2 del D. Lgs. 81/08, tiene conto degli obiettivi didattici e dei contenuti previsti dal DM n. 388 del 15 luglio 2003, All. 3 e 4 (aziende del gruppo A 16 ore; aziende dei gruppi B e C 12 ore).
¨ Prossime edizioni in programma: Aziende di gruppo B e C (12 ore)
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Addetti al servizio antincendio - rischio basso · Il programma tiene conto degli obiettivi didattici e dei contenuti previsti dall’allegato IX del DM 10 marzo 1998 (addetti antincendio in attività a rischio di incendio basso), richiamato dall’art. 37, comma 9 del D.Lgs. 81/08. ¨ Prossime edizioni in programma:
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Addetti al servizio antincendio - rischio medio · Il programma integra gli obiettivi didattici e i contenuti previsti dall’allegato IX del DM 10 marzo 1998 (addetti antincendio in attività a rischio di incendio Medio), richiamato dall’art. 37, comma 9 del D. Lgs. 81/08 con: - prova di orientamento in locale saturo di prodotto atossico al fine di acquisire le tecniche di soccorso in ambiente con visibilità limitata - analisi delle più comuni reazioni emotive in caso emergenza con relative procedure di intervento - istruzioni all’uso dei mezzi di protezione delle vie respiratorie - tecniche di trasporto per soggetti incapaci al movimento (“sollevamento del pompiere” – trascinamento). ¨ Prossime edizioni in programma:
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Accedere ai finanziamenti per la formazione · I Fondi Paritetici Interprofessionali Nazionali per la Formazione Continua hanno lo scopo di finanziare piani formativi aziendali e interaziendali (compresa la formazione obbligatoria). L’accesso alle risorse di questi fondi consente di attuare la formazione in tema di salute e sicurezza riducendone i costi. · Istituto Ambiente Europa intende proporre piani formativi sui temi di Salute e sicurezza, Sistemi di Gestione Ambientale e della Sicurezza, Sistemi di gestione integrati Qualità, Ambiente e Sicurezza. · La partecipazione ai piani di formazione che IAE proporrà ai Fondi Interprofessionali alle scadenze indicate dai diversi bandi, potrà consentire alle imprese partecipanti di assolvere gli obblighi di formazione e di elevare le competenze dei diversi operatori con costi contenuti. In molti casi sarà anche possibile attuare la formazione senza altri costi oltre a quello della retribuzione oraria già dovuta ai lavoratori in formazione. · Per usufruire di questa opportunità, è necessario raccogliere dalle imprese le manifestazioni di interesse e le indicazioni sul numero dei lavoratori che devono essere avviati ai corsi di formazione. · Una preliminare comunicazione delle informazioni necessarie può essere fatta scaricando la scheda di prima manifestazione di interesse. · La scheda va compilata in ogni sua parte e inviata via fax al n. 02 27002564. Un nostro incaricato richiamerà la persona indicata nella scheda per avviare il procedimento di presentazione della domanda di finanziamento. |
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ISTITUTO AMBIENTE EUROPA Societa' Cooperativa (Segreteria Organizzativa dell'Associazione Ambiente e Lavoro) Via P. Finzi, 15 - 20126 Milano Tel. 02-27002662 - Fax 02-27002564 E-Mail: mailto:info@ambienteeuropa.it Sito INTERNET: http://www.ambienteeuropa.it/ Nota: |